Editoriale
La Danimarca chiude il suo semestre alla guida del Consiglio dell’Unione europea in un clima di tensione sul dossier Ucraina. La Ministra danese per gli affari europei Marie Bjerre ha dichiarato che l’Unione non può restare paralizzata dal veto ungherese e che gli altri 26 Paesi stanno lavorando al frontloading, il pacchetto tecnico per aprire i negoziati di adesione all’UE con Kiev. Il ministro ungherese János Bóka ha difeso il veto come misura di sicurezza nazionale. Budapest resta contraria all’uso dei beni russi congelati e all’avvio formale dei negoziati, mentre l’UE lavora a un nuovo meccanismo finanziario, in attesa di Washington. La questione sarà decisiva al Consiglio europeo della prossima settimana.
All’inizio della settimana, i Paesi UE hanno approvato una posizione comune su una nuova legislazione per creare centri di accoglienza per richiedenti asilo fuori dall’UE. Il Ministro danese dell’integrazione Rasmus Stoklund (Socialdemocratici) ha definito l’accordo un passo verso un nuovo sistema europeo di asilo, che permetterà di gestire meglio i flussi migratori. La normativa dovrà ora essere negoziata con il Parlamento europeo. Parallelamente, il leader di Venstre Troels Lund Poulsen ha proposto l’uscita della Danimarca dalla statsborgerretskonvention, che limita la revoca della cittadinanza ai cittadini con doppia nazionalità condannati per reati gravi. Alcuni partiti di destra hanno appoggiato la proposta, ma altre forze politiche l’hanno criticata come contraria all’ordine internazionale. La Prima ministra Mette Frederiksen ha ribadito che la Danimarca non uscirà dalle convenzioni internazionali, preferendo modificare le regole dall’interno, e ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo per agevolare l’espulsione di criminali stranieri. E proprio Frederiksen, a conferma della sua influenza in Europa, è stata eletta da Politico come la seconda persona più potente in Europa, subito dopo Donald Trump, per il suo approccio di socialdemocrazia internazionale, che combina welfare, politiche migratorie rigorose e sostegno all’Ucraina.
Infine, la guerra in Ucraina ha colpito la Danimarca: Tristan Carl Pedersen, 22 anni, ex membro delle forze armate danesi, è stato ucciso al fronte mentre combatteva volontariamente con le forze ucraine.
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INDICE:
Politica
Verso le elezioni parlamentari: strategie e alleanze inedite. A meno di un anno dalle elezioni parlamentari, i partiti danesi hanno iniziato a indicare i candidati a primo ministro. Mette Frederiksen conferma la sua ricandidatura per il Partito socialdemocratico, mentre Lars Boje Mathiesen si candida per Borgernes Parti. Troels Lund Poulsen, di Venstre, resta in attesa, affermando che la candidatura deve essere “reale e sostenibile”. A sinistra, Enhedslisten rompe con la tradizione di sostenere il leader Socialdemocratico e guarda a Pia Olsen Dyhr (SF) come possibile forhandlingsleder se Frederiksen non perseguisse una coalizione rossa pura. SF ribadisce di voler guidare una maggioranza rossa, escludendo collaborazione con Venstre e i Conservatori. Parallelamente, Mette Frederiksen ha indicato che vede SF come un “partito vicino” con cui cooperare su diversi fronti, sottolineando che le agende dei due partiti si sovrappongono su politica sociale e ambientale. Questa apertura arriva mentre oltre 100 membri dei consigli comunali socialdemocratici chiedono al partito di puntare su una coalizione rossa per il prossimo governo, criticando l’attuale SVM e sottolineando la necessità di politiche più forti contro le disuguaglianze e a favore della sostenibilità. I sondaggi indicano che il blocco rosso non dispone comunque di una maggioranza assoluta, e da una parte SF, con la recente vittoria a Copenaghen con Sisse Marie Welling, dimostra capacità di costruire alleanze ampie, dall’estrema sinistra fino a settori di centrodestra come Liberal Alliance, mentre i Moderati di Løkke, tradizionalmente centrali nel centrodestra, potrebbero giocare un ruolo decisivo. In un quadro di divergenze interne alla coalizione conservatrice e rapporti personali tesi tra i leader, un avvicinamento tra Moderati e SF, o persino Enhedslisten, appare plausibile. Løkke potrebbe così diventare garante della sinistra nella formazione del governo, nonostante la sua storia di antagonismo. Il futuro governo dipenderà quindi non solo da chi guiderà il Paese, ma anche dalla capacità dei leader di negoziare alleanze trasversali e gestire conflitti interni, rendendo ogni previsione incerta.
Rifiuto della stretta di mano accende il confronto. L’episodio accaduto all’Ørestad Gymnasium di Copenaghen, dove tre studenti musulmani hanno rifiutato di stringere la mano alla deputata socialdemocratica Ida Auken durante un dibattito pubblico, ha riaperto il dibattito sul rapporto fra integrazione, religione e valori democratici in Danimarca. L’incontro era organizzato dalla piattaforma Duckling, che da anni lavora per avvicinare gli studenti alla partecipazione civica e al confronto con i rappresentanti politici. Auken ha raccontato l’episodio in un post su Facebook, definendo il gesto “spiacevole e sorprendente”. Dopo il rifiuto, la discussione in aula si è intensificata quando il tema è passato all’integrazione. Secondo la parlamentare, un giovane studente ha sostenuto che uomini e donne non debbano toccarsi, che il Corano va interpretato in modo letterale e che la legge religiosa è superiore alla Costituzione. Per Auken, questi segnali mostrano come una parte dei giovani musulmani manifesti una religiosità più rigida rispetto ai loro genitori, con ricadute sulla convivenza e sull’uguaglianza di genere. L’episodio ha alimentato un intenso dibattito sui media danesi. Bjarke Calvin Winding, fondatore di Duckling, invita a una lettura più sfumata. Conferma la ricostruzione di Auken, ma critica il fatto che la politica abbia concentrato l’attenzione su un solo studente radicalizzato, rischiando di “alimentare polarizzazione”, di oscurare gli interventi dei molti studenti moderati presenti e di spingere i giovani lontano dal dialogo democratico. La dirigente scolastica, Inge Voller, ha definito inaccettabili le dichiarazioni estremiste, ricordando però che si tratta di episodi isolati e che la scuola lavora costantemente per promuovere cittadinanza, dialogo e responsabilità democratica. Il caso, pur circoscritto, conferma che il dibattito sull’integrazione resta centrale nella società danese, soprattutto nelle scuole.
Il leader di DF, Morten Messerschmidt, ha proposto che la Danimarca smetta di fare donazioni dirette all’Ucraina e che ogni futuro sostegno economico avvenga solo sotto forma di prestiti rimborsabili, ribadendo che Copenaghen ha già fornito oltre 70 miliardi di corone e che i fondi dovrebbero essere spesi per esigenze interne come ridurre l’IVA su prodotti alimentari. La proposta non trova però appoggio tra gli altri partiti: i Socialdemocratici e altre forze politiche definiscono l’idea un bluffnummer (colpo a effetto), sostenendo che è possibile continuare ad aiutare l’Ucraina e contemporaneamente intervenire sui problemi nazionali
Alcuni membri del Partito socialdemocratico hanno criticato il Ministro per l’integrazione Rasmus Stoklund, che ha affermato su Facebook che le famiglie musulmane non dovrebbero richiedere l’aiuto natalizio destinato ai bambini in difficoltà. La presa di posizione ha suscitato divisioni interne, con parlamentari che sottolineano che la solidarietà non deve dipendere dalla religione. Anche i Moderati ritengono eccessiva la linea del ministro.
Dopo le elezioni comunali a Copenaghen alcuni politici di Socialdemokratiet eletti alla Borgerrepræsentation hanno richiesto un periodo di congedo o rinunciato al mandato, suscitando critiche di inganno degli elettor”. Secondo chi li contesta, la decisione di non occupare subito i seggi riduce l’influenza del partito nel nuovo consiglio, rafforzando accuse di aver tradito le aspettative di chi ha votato il partito.
Il governo, con il sostegno di SF ed Enhedslisten, ha deciso di creare una nuova figura di medieombudsmand incaricata di proteggere i cittadini dal contenuto prodotto dagli influencer, estendendo la supervisione anche ai nuovi attori digitali al di fuori delle tradizionali testate.
Marlene Ambo-Rasmussen, già deputata di Venstre dal 2019 al 2022, torna nel Folketing dopo non essere stata rieletta nel 2022. Il rientro è reso possibile dall’uscita di Lars Christian Lilleholt, che diventa consigliere comunale a Odense. Ambo-Rasmussen sarà portavoce del partito per l’integrazione e il diritto di cittadinanza, oltre a occuparsi di edilizia e psichiatria. In una dichiarazione, ha affermato che intende “combattere chi non impara il danese, chi mette il Corano sopra la Costituzione o chi dipende dallo Stato”.
Sikandar Siddique, neo-eletto alla Borgerrepræsentation di Copenaghen e leader dei Frie Grønne, potrebbe non assumere il proprio mandato. Durante la campagna era emerso il sospetto che vivesse a Herlev, comune limitrofo dove abita parte della sua famiglia, ma per sedere in consiglio è necessaria la registrazione a Copenaghen. Il Comune vuole annullare la registrazione, ma la decisione è ancora in corso. Siddique ha tempo alcune settimane per presentare osservazioni e contesta che la stampa abbia anticipato la vicenda.
Economia
Investimento record di Microsoft in Danimarca. Microsoft costruirà tre nuovi datacenter in Vestjylland, nei comuni di Varde ed Esbjerg. L’azienda parla di un investimento di diversi miliardi di corone, il più alto nei suoi 36 anni di attività nel Paese, senza però indicarne l’entità precisa. Durante la costruzione, ogni sito impiegherà 1.200-1.400 lavoratori nei periodi di picco, mentre a regime i tre centri daranno lavoro a circa 500 persone. L’espansione rientra nel piano europeo di Microsoft, che punta a incrementare del 40% la capacità dei datacenter entro il 2027. L’azienda, che oggi impiega circa mille persone in Danimarca, sta già sviluppando un altro datacenter in Sjælland.
Nobel per l’economia elogia il modello danese. Philippe Aghion, Nobel per l’economia 2025, elogia il sistema danese di flexicurity, definendolo un modello da imitare a livello globale. In un’intervista al podcast Sorte tal, l’economista francese sottolinea come il mercato del lavoro danese favorisca la mobilità tra impieghi e la sicurezza dei lavoratori, elementi chiave per stimolare innovazione e crescita sostenibile attraverso il principio di “distruzione creativa”. Aghion evidenzia come altri Paesi fatichino a replicare questo equilibrio tra flessibilità e tutela sociale. Tuttavia, ammonisce che l’eccessiva burocrazia dell’Unione europea limita le opportunità di investimento e innovazione, indirizzando capitali verso mercati più dinamici come gli Stati Uniti. Il consiglio per il futuro è semplificare le regolazioni e collaborare con Paesi disposti a snellire il sistema, garantendo così alla Danimarca e all’UE i migliori strumenti per sostenere la crescita e l’innovazione nei prossimi anni.
Prezzi alimentari in calo per il quarto mese consecutivo. L’inflazione danese resta stabile al 2,1% a novembre, confermando la stessa dinamica osservata in ottobre. Dietro questa apparente immobilità si nasconde però una tendenza significativa: i prezzi alimentari diminuiscono per il quarto mese consecutivo, pur risultando ancora più alti del 3,5% rispetto allo scorso anno. La diminuzione incide in modo significativo sulla percezione dell’inflazione, perché riguarda gli acquisti quotidiani e influenza direttamente il bilancio delle famiglie. Tra i ribassi più marcati figurano quelli del burro, sceso del 13,1% in un solo mese, e della carne bovina, calata del 4,3%. Un miglioramento più netto potrebbe arrivare a gennaio: le riduzioni fiscali previste dalla legge finanziaria potrebbero sottrarre fino a un punto percentuale all’inflazione, aprendo il 2025 con condizioni più favorevoli per consumatori e imprese.
Forse differenziare l’IVA non conviene. I membri del Consiglio economico danese sconsigliano l’introduzione di un’IVA differenziata su frutta e verdura. Secondo il rapporto del Miljøøkonomiske Råd, ridurre l’IVA per alcuni beni è costoso per lo Stato e non produce benefici significativi per la salute pubblica. La maggior parte dei prodotti e servizi è soggetta a un’aliquota del 25%, che rappresenta circa il 10% del PIL danese. Gli economisti suggeriscono che se l’obiettivo è aiutare le fasce più deboli, è più efficace agire sul sistema fiscale o sui trasferimenti. Anche altri Paesi europei applicano IVA differenziata, ma la gestione è complessa e onerosa. La riduzione selettiva dell’IVA modifica la distribuzione tra Stato e imprese senza creare valore aggiunto. Il Consiglio economico conferma così l’allineamento con numerosi economisti che, negli ultimi mesi, hanno avvertito sui rischi di introdurre aliquote differenziate in Danimarca.
Retribuzioni militari sotto esame prima dei negoziati. I sindacati dei militari danesi chiedono un aumento salariale sostanziale per trattenere il personale e riconoscere i rischi del servizio militare. La retribuzione base, attualmente intorno a 24.000 corone al mese, dovrebbe aumentare di circa 5.000 corone. Analisi interne evidenziano che i soldati specializzati hanno limitate possibilità di avanzamento salariale senza cambiare ruolo, rendendo difficile trattenere personale esperto. Anche i soldati semplici lamentano stipendi insufficienti rispetto ai rischi e alle responsabilità del lavoro. Sindacati e analisti sottolineano che la mancanza di incentivi economici può spingere il personale verso altri impieghi pubblici. Il Ministro della difesa Troels Lund Poulsen inizialmente non ha commentato, ma ora apre a un possibile aumento. I negoziati contrattuali iniziano lunedì.
Il gruppo tedesco Freudenberg presenta un’offerta per acquistare Nilfisk, storico produttore danese di macchinari per la pulizia. La proposta, pari a 140 corone per azione, rappresenta un premio del 36% rispetto alla chiusura di mercoledì e valuta la società circa 3,8 miliardi di corone.
Patrick Jany, CFO di Mærsk dal 2020, lascerà l’azienda nel primo trimestre del prossimo anno. Lo ha comunicato il gruppo in una nota alla Borsa, senza fornire spiegazioni sul cambio ai vertici.
Ambiente
Un rapporto dei revisori dei conti evidenzia carenze dell’Agenzia danese per la protezione dell’ambiente (Miljøstyrelsen) nella supervisione delle aziende più inquinanti, molte delle quali non hanno ricevuto le rivalutazioni ambientali obbligatorie nei tempi previsti dalla legge.
Dopo il cambio di amministrazione, Viborg ha deciso di bloccare gran parte dei nuovi progetti legati all’energia rinnovabile. Nel parco energetico di Tjele saranno eliminati 430 ettari di pannelli solari e il consiglio comunale sospenderà l’esame di altri 26 progetti.
La bonifica della spiaggia di Himmark, chiusa ai bagnanti dal 2019 per l’inquinamento da cloruro di vinile, subirà un nuovo rinvio: l’intervento non terminerà prima del 2029. Permessi complessi e la tutela dei pipistrelli ostacolano i lavori.
Salute
Regolamentazione europea e rischi genetici nelle donazioni di sperma. Un singolo donatore danese, noto con l’alias Kjeld e identificato con il numero 7069, è all’origine di almeno 197 nascite in Europa prima che nei suoi spermatozoi venisse individuata una mutazione genetica associata a un aumentato rischio di cancro in chi la eredita. Il caso ha acceso un dibattito politico sulla regolamentazione delle donazioni di sperma e sulle falle del sistema europeo di controllo. La Danish European Sperm Bank, una delle più grandi banche del mondo, ha distribuito lo sperma a 67 cliniche in 14 Paesi, dal 2006 al 2022, prima di bloccarne l’uso due anni fa, quando la mutazione è stata rilevata. La scoperta ha sollevato preoccupazioni e richieste di regole più rigorose. Politici danesi di diversi partiti chiedono un tetto europeo condiviso sul numero di famiglie che un donatore può servire, oltre a un registro nazionale o comunitario che garantisca la tracciabilità dei bambini nati da donazioni di sperma. Emergono criticità anche sul piano informativo. Diverse madri non sono state avvisate tempestivamente del rischio genetico. In alcuni casi, come quello di Dorte Kellermann e di famiglie all’estero, la comunicazione è avvenuta solo per caso o dopo mesi, mentre altre non hanno ancora ricevuto informazioni complete. Questo ritardo ritarda l’accesso a test genetici e controlli preventivi necessari per individuare eventuali rischi per la salute. Nel frattempo la European Sperm Bank è stata denunciata dalle autorità danesi, che stanno verificando eventuali violazioni della normativa e la corretta comunicazione alle famiglie coinvolte. La banca ha dichiarato di aver rispettato le linee guida scientifiche e legali, sottolineando che la mutazione TP53 era presente solo in una piccola parte delle cellule del donatore, il quale è completamente sano. Il caso evidenzia lacune nei sistemi di controllo europei e la necessità di una governance più stringente per proteggere i bambini nati da donazioni di sperma, evitando che rischi genetici passino inosservati e che le famiglie si trovino impreparate ad affrontare le conseguenze.
Dal 2026, i pazienti di psichiatria forense vedranno il reddito mensile ridotto da 13.000 a 1.725 corone, equiparandoli ai detenuti. Il governo motiva la misura con criteri di equità nel welfare, mentre medici e associazioni temono effetti negativi sul trattamento sanitario e sul reinserimento sociale.
Un centro per anziani di Farsø sperimenta un sistema basato sull’intelligenza artificiale che analizza i suoni per rilevare cadute e richieste di aiuto. L’IA riduce i falsi allarmi e supporta il personale, soprattutto di notte. La sperimentazione apre la strada a un uso più ampio della tecnologia nel welfare, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficienza dell’assistenza agli anziani.
Istruzione e ricerca
Da 475 a 2.500: il boom dell’istruzione domiciliare negli ultimi nove anni. Il numero di bambini sottoposti a istruzione domiciliare è cresciuto significativamente negli ultimi anni. La scelta dell’istruzione domiciliare riguarda sia motivazioni pedagogiche sia considerazioni legate alla salute o al benessere del bambino. Alcune famiglie, come quella dei Pultz a Nyborg, adottano il metodo unschooling, che punta a un apprendimento basato sugli interessi dei figli, senza schemi rigidi o materiali scolastici standard. Anche famiglie che scelgono l’approccio più tradizionale dello homeschooling, come i Bjerregaard-Andersen a Odense, evidenziano i benefici della flessibilità: i bambini possono concentrarsi meglio, seguire un ritmo personalizzato e partecipare a attività extrascolastiche. L’istruzione domiciliare pone però sfide organizzative ed economiche. Le famiglie devono pianificare attentamente le risorse, spesso sacrificando reddito o spese superflue, e l’assenza di finanziamenti statali rende la gestione più complessa. Le autorità comunali sono responsabili del controllo della qualità dell’insegnamento, che deve garantire livelli comparabili a quelli della scuola pubblica, mentre sociologi ed esperti di educazione sottolineano il rischio di aumentare le pressioni sui genitori e di esacerbare un ideale di “genitorialità intensiva”. Il fenomeno non riguarda solo casi isolati: l’aumento è diffuso su tutto il territorio nazionale, con punte in alcune municipalità come Bornholm (138 bambini) e Copenaghen (circa 300). Nonostante la maggior parte degli studenti nelle scuole pubbliche continui a dichiarare un buon livello di benessere, le autorità educative e gli insegnanti manifestano preoccupazione per la fuga dal sistema scolastico, evidenziando la necessità di comprendere le cause e le implicazioni per il sistema educativo complessivo.
Società
A Hjørring una tradizione consolidata unisce solidarietà e spirito natalizio: cittadini e istituzioni organizzano un pranzo di Natale per le persone senza dimora, durante il quale vengono distribuiti biscotti e biglietti di auguri personalizzati preparati da oltre 300 volontari.
A Lemvig si discute se accogliere Den store havfrue (lett. “La grande sirena”), una scultura di quattro metri che un gruppo di imprenditori vorrebbe donare al Comune dopo il rifiuto di Dragør. La decisione spetta ai cittadini. L’opera divide l’opinione pubblica: alcuni la vedono come attrazione turistica, altri ne contestano qualità ed estetica.
L’aumento dei dazi statunitensi ha reso più competitivi gli alberi di Natale danesi nei mercati extraeuropei, favorendo nuove esportazioni verso Dubai. Resta però un mercato di nicchia rispetto all’Europa.
L’albero di Natale più diffuso in Danimarca, l’abete di Nordmann, non emana il tradizionale profumo di abete, spiegano esperti. Chi desidera l’aroma tipico deve optare per varietà più profumate, come l’abete rosso norvegese o il nobilis, più difficili da reperire e meno resistenti.
Il Comune di Halsnæs fatica a trovare alloggi ai rifugiati ucraini arrivati dopo l’allentamento delle regole di espatrio per gli uomini tra i 18 e i 22 anni. Gli spazi sono limitati e molti alloggi temporanei – case unifamiliari, ostelli, ex asili – sono ormai al completo. Secondo KL, il sistema si sta bloccando perché chi ha già un lavoro continua a vivere negli alloggi temporanei, riducendo la disponibilità per i nuovi arrivati.
Fjaltring attrae nuovi residenti grazie a una combinazione di scuola, assistenza all’infanzia e spazi di coworking, ma la mancanza di alloggi in affitto limita l’insediamento.
Nei dintorni di Aalborg nove villaggi hanno messo a disposizione biciclette elettriche a noleggio per provare a sostituire auto e autobus. L’esperimento ha registrato un uso prevalente per il tempo libero, più che per il tragitto casa-lavoro, a causa della carenza di piste ciclabili.
Copenaghen ospiterà dal 12 al 14 giugno 2026 il Pokémon GO Fest, uno dei tre eventi mondiali del gioco insieme a Tokyo e Chicago. Per tre giorni Fælledparken accoglierà migliaia di appassionati.
La scultura The Wing, simbolo dell’Hasseris Gymnasium di Aalborg, è crollata per la seconda volta in cinque anni. Il Comune valuta possibili rimedi.
Un nuovo studio rivela che il 27% dei bambini tra 9 e 14 anni percepisce i genitori come eccessivamente impegnati durante il periodo natalizio. La frenesia delle festività rischia di ridurre il tempo di qualità in famiglia. Gli esperti consigliano di semplificare le attività, al fine di garantire un Natale più sereno e appagante per i figli.
Penti “Julle” Olesen, noto come il Babbo Natale di Skive, è diventato popolare su TikTok quasi per caso: dal 2019 ha raccolto 2,1 milioni di follower pubblicando brevi video. Lo vive come un hobby personale, rifiutando opportunità commerciali e rivendicando il piacere di far sorridere chi lo segue.
Come cambia il danese
Jernmarker parola dell’anno. La parola jernmarker è stata eletta Årets ord 2025 da una giuria del programma radiofonico Klog på Sprog di DR P1. Il termine, già utilizzato dalla leader dei Danmarksdemokraterne, Inger Støjberg, indica i campi danesi coperti da impianti solari, in contrapposizione ai tradizionali kornmarker, i campi di grano. Letteralmente significa “campi di ferro” e veicola un senso di industrializzazione del paesaggio rurale. Støjberg ha espresso soddisfazione per la scelta, attribuendo però la paternità del neologismo alla collega di partito Susie Jessen. Secondo la politica, il termine trae ispirazione dallo svedese stålskove, “foreste di acciaio”, usato per descrivere i campi di pale eoliche. La giuria ha selezionato il termine tra dodici candidature, fra cui parole che riflettono temi sociali e geopolitici del 2025. Åndelig oprustning (lett. “riarmo spirituale”) indica la crescente attenzione verso la spiritualità, la meditazione, il benessere interiore e il rafforzamento dei valori personali in risposta a tensioni, incertezze o crisi sociali. Droner (droni) rappresenta il crescente utilizzo dei velivoli senza pilota, sia civili sia militari, nelle città e sui fronti di guerra. Remigration rimanda al dibattito sulle politiche migratorie e sui cittadini stranieri costretti a rientrare nei Paesi d’origine. Infine, parole come antisemitisme (antisemitismo) e folkedrab (genocidio) ricordano questioni di rilevanza internazionale e preoccupazioni legate ai diritti umani. Il concorso, organizzato in collaborazione tra DR e Dansk Sprognævn, premia dal 2008 i termini che meglio descrivono eventi, tendenze o fenomeni culturali dell’anno. L’elezione di jernmarker riflette l’interesse politico e mediatico per le trasformazioni del paesaggio danese e le scelte energetiche, ma anche il dibattito su identità rurale e tradizione agricola.
Eventi legati all’Italia
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); 21 novembre 2025 – 12 gennaio 2026 • White. Winter Landscapes in the Dolomites. Mostra fotografica di Stefano Amantini – Un viaggio visivo nei paesaggi invernali delle Dolomiti, parte del progetto fotografico avviato nel 2009, anno della loro nomina a Patrimonio UNESCO. Le immagini esplorano la forza e la fragilità del paesaggio alpino attraverso nevicate imponenti, foreste immacolate, segni discreti della presenza umana e scenari sospesi tra realtà e visione. La mostra fa parte della collezione permanente della Tethys Gallery. Inaugurazione: 21 novembre, ore 17:30 – Ingresso gratuito con registrazione qui.
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); 15 gennaio – 16 marzo 2026 • PINK. Donne del progetto grafico italiano. Dalle origini alla contemporaneità – Mostra dedicata al contributo femminile nella grafica e nella cultura visiva italiana dagli anni Quaranta a oggi. Il percorso espositivo presenta oltre quaranta progettiste, tra pioniere come Anita Klinz e Lora Lamm, figure attive nella grafica pubblica e politica degli anni Settanta e Ottanta, e designer contemporanee emerse con la transizione digitale. Le opere, provenienti dai Fondi AIAP CDPG e da archivi privati, raccontano la storia di professioniste che hanno modellato l’immaginario visivo italiano pur ricevendo riconoscimenti spesso limitati. Inaugurazione: 15 gennaio, ore 18:00 – Ingresso gratuito.
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); 29 gennaio 2026, ore 18:00 • Conferenza-concerto – Tarantula. Romanticismo nordico, Italia e tarantismo – Il Prof. Bent Holm e il compositore Mauro Patricelli presentano le ricerche alla base della nuova opera-documentario Tarantula, che mette in dialogo le figure di Teresina (dal Napoli di Bournonville) e Nora (Casa di bambola di Ibsen) attraverso il tema del tarantismo, fenomeno del Sud Italia che intreccia possessione, musica ed estasi coreutica. La conferenza è seguita da un concerto con la cantante Signe Asmussen, il contrabbassista Thommy Andersson e Patricelli al pianoforte, con estratti dell’opera in sviluppo e brani da precedenti lavori dell’autore. Ingresso gratuito.
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Italia nei media danesi
Secondo DR, l’inserimento della cucina italiana nella lista del Patrimonio immateriale dell’Unesco sottolinea che la gastronomia è cultura viva, non solo nutrimento. L’articolo descrive con calore la passione degli italiani per i prodotti locali e le tradizioni familiari, evidenziando una familiarità quasi empatica verso le abitudini italiane: “Quando si è seduti a tavola, gran parte della conversazione riguarda cosa si mangia e chi prepara meglio ogni piatto”. La corrispondente Eva Ravnbøl sottolinea che anche le piccole gestualità culinarie riflettono un profondo rispetto per la qualità e la territorialità delle materie prime. Il pezzo mette in luce un’idea di italianità legata al quotidiano, al piacere condiviso e alla memoria collettiva, mostrando ammirazione senza cadere in stereotipi superficiali. Anche chef italiani a Copenaghen confermano questo approccio: la semplicità e l’eccellenza degli ingredienti sono il cuore della cucina italiana, capace di trasformare piatti semplici in veri rituali culturali.
Danimarca nei media italiani
L’accordo tra i paesi europei sull’immigrazione piace alla destra. (Il Post)
Meloni e i migranti: «Con i centri in Albania aperta la strada nella Ue». (Corriere della Sera)
L’asse Meloni-Frederiksen sull’immigrazione al Consiglio d’Europa: espulsioni e modello Albania. (Il Foglio)
Migranti, il Consiglio Ue approva la riforma sui Paesi sicuri: quando gli Stati potranno respingere le richieste d’asilo. (Open)
Per l’intelligence danese i rischi alla sicurezza arrivano anche dall’America. (Il Foglio)
Danimarca, anche gli Stati Uniti tra i fattori di rischio per la sicurezza nazionale: cosa c’è nel dossier dell’intelligence. (Open)
L’intelligence danese ha inserito nel suo rapporto annuale gli Usa come «fonte di preoccupazione»: ecco perché. (Corriere della Sera)
Danimarca, per la prima volta gli Usa sono considerati una minaccia (e c’entra anche la Groenlandia). (Il Messaggero)
Per la Danimarca gli Usa sono per la prima volta una potenziale minaccia: il report dei servizi segreti. (Il Fatto Quotidiano)
I 200 bambini nati da un donatore di sperma con una mutazione che può causare il cancro. (Il Post)
Il donatore di sperma ha una mutazione che aumenta fino al 90% il rischio di cancro: nati almeno 200 bambini. (Corriere della Sera)
Danimarca, 197 bambini concepiti con donazioni di sperma ad alto rischio cancro. (Internazionale)
Donatore di sperma ha una mutazione che aumenta il rischio cancro: nati 200 bimbi, alcuni già morti. (Repubblica)
Donatore di sperma scopre di avere un gene cancerogeno, da lui nati quasi 200 bimbi: alcuni sono morti, gli altri a rischio. Perché non se ne sono accorti prima. (Open)
Danimarca, quasi 200 bimbi nati da un donatore di sperma rischiano di ammalarsi di tumore. (Rainews)
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