Sette giorni in Danimarca • Numero 70
Uomini vicini a Trump reclutano sostenitori in Groenlandia; Scuse ufficiali per spirali inserite senza consenso; Finanziaria 2026 tra crescita e investimenti
Editoriale
Quella appena trascorsa è stata una settimana in cui hanno trovato spazio temi delicati legati ai rapporti storici tra Danimarca e Groenlandia, ma anche al funzionamento delle istituzioni sociali e alle disuguaglianze nel mercato del lavoro.
La notizia più importante, approfondita nella sezione Politica, è che uomini vicini a Donald Trump starebbero cercando di reclutare sostenitori di un movimento separatista. Tra le strategie, la raccolta di nomi di cittadini filoamericani e il riuso di vecchi scandali, come le sterilizzazioni forzate, per indebolire i legami con la Danimarca.
Sempre dalla Groenlandia è arrivata la richiesta ufficiale di scuse rivolta dal governo danese alle donne groenlandesi coinvolte nel cosiddetto spiralsagen, la vicenda delle spirali contraccettive inserite senza consenso negli anni Sessanta e Settanta. Mercoledì Mette Frederiksen ha riconosciuto la responsabilità dello Stato danese, parlando davanti al Folketing e definendo gli interventi “un atto di violenza” compiuto contro migliaia di donne. Ha dichiarato che le scuse erano dovute da tempo e ha promesso un impegno a riconoscere la sofferenza causata. Alcune delle donne coinvolte hanno accolto positivamente il gesto, ma hanno anche sottolineato che le scuse non possono sostituire un risarcimento concreto o misure di sostegno.
Un altro caso legato alla Groenlandia riguarda il sistema di tutela dei minori. Una diciottenne di Høje-Taastrup, di origini groenlandesi, ha denunciato che le è stata tolta la figlia di sei mesi. La decisione potrebbe derivare da una procedura non più prevista dalla legge: il comune avrebbe usato una FKU, una diagnosi psicologica standardizzata, che non avrebbe dovuto eseguire. Dopo il ricorso, la donna ha riottenuto la custodia, ma il caso ha aperto dubbi sulla qualità delle valutazioni comunali e sul rispetto dei diritti familiari. Dal 1° maggio 2025 i comuni, nei casi che coinvolgono famiglie groenlandesi, non possono più condurre test psicologici standardizzati, ma devono rivolgersi alla VISO, l’agenzia nazionale specializzata. L’uso della FKU appare quindi contrario alle nuove norme. La ministra Sophie Hæstorp Andersen ha chiesto chiarimenti a Høje-Taastrup, che ha ammesso di aver contattato la VISO in gennaio ma di non aver ripetuto la richiesta dopo l’aggiornamento normativo di aprile. Ora il comune collabora con l’agenzia per garantire procedure conformi.
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INDICE:
Politica
Intelligence danese: “La Groenlandia è obiettivo di operazioni Usa”. Secondo diverse fonti citate da DR, uomini legati a Donald Trump stanno conducendo operazioni segrete in Groenlandia per reclutare sostenitori di un movimento separatista e indebolire i legami con la Danimarca. Le attività includono la raccolta di nomi di cittadini filoamericani e l’uso di vecchi scandali – come le sterilizzazioni forzate – per minare l’immagine di Copenaghen. Il servizio di intelligence danese (PET) conferma che la Groenlandia è oggi un obiettivo di campagne di influenza esterne, coordinate per creare divisioni interne e rafforzare la posizione americana. La strategia di Washington, secondo fonti interne, si sarebbe articolata in tre fasi: prima la seduzione dei cittadini groenlandesi, poi la pressione su Copenaghen e infine tentativi di infiltrazione diretta nella società locale. Le attività americane si collocano in una zona grigia dal punto di vista legale, dato che l’indipendenza è un’opzione legittima per i groenlandesi. Tuttavia, se venisse confermata la partecipazione dei servizi segreti statunitensi, si configurerebbe una violazione delle regole internazionali.
Il governo danese si trova così in un delicato equilibrio: informare i cittadini groenlandesi senza apparire invasivo nei loro affari interni, pur rafforzando la cooperazione con il PET sul territorio. Nel frattempo, la Casa Bianca nega qualsiasi regia diretta e insiste sul rispetto del diritto dei groenlandesi a decidere il proprio futuro. La premier definisce la situazione “inaccettabile e grave” e nota che gli Stati Uniti non hanno smentito chiaramente le accuse. Frederiksen sottolinea inoltre che Trump sembra prendere sul serio l’idea di acquisire la Groenlandia, per cui la questione non può essere considerata chiusa. Mona Juul (Konservative) e Martin Lidegaard (Radikale Venstre) parlano di attività di infiltrazione e tentativi di influenzare media e cittadini, sottolineando la gravità e la necessità di una risposta coordinata tra governi danese e groenlandese. Il Ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen ha convocato un diplomatico statunitense per chiarimenti, ribadendo che eventuali campagne di influenza ufficiali violerebbero le norme internazionali. L’ambasciata USA a Copenaghen precisa che la responsabilità di cittadini privati non ricade sul governo americano e ribadisce il rispetto per il diritto del popolo groenlandese di decidere il proprio futuro.
Gli esperti avvertono che, in una società piccola e interconnessa come quella groenlandese (56.000 abitanti, in gran parte raccolti in poche città), bastano poche condivisioni su Facebook perché un contenuto raggiunga tutto il Paese. In questo contesto, la disinformazione non mira tanto a inventare notizie false, quanto a esasperare fratture già esistenti, soprattutto quelle legate alla memoria coloniale.
Usa approvano maxi vendita di Patriot alla Danimarca. Gli Stati Uniti hanno approvato venerdì un potenziale maxi-acquisto di sistemi di difesa aerea Patriot da parte della Danimarca, per un valore complessivo di 54 miliardi di corone. L’approvazione arriva dal Dipartimento di Stato americano e dalla Defense Security Cooperation Agency, ma il via libera è ancora preliminare: non si tratta quindi di un acquisto definitivo. Il pacchetto prevede, oltre ai sistemi Patriot, missili balistici, radar e software di supporto, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza danese e il ruolo della NATO in Europa. Secondo le autorità americane, il programma mira a migliorare la capacità della Danimarca di affrontare minacce attuali e future, sostenendo la stabilità politica e la crescita economica nella regione.Tra i fornitori coinvolti figurano le società RTX e Lockheed Martin, produttrici di armamenti avanzati, tra cui gli F-35 in servizio in Danimarca.
Al momento non ci sono commenti ufficiali da parte dei politici danesi.
La Danimarca vuole guidare l’Ue verso sanzioni economiche contro Israele. Mette Frederiksen ha annunciato l’intenzione di usare la presidenza europea per proporre la sospensione della parte commerciale dell’accordo di associazione Ue-Israele, accusando il governo israeliano di ignorare le proprie responsabilità nella guerra a Gaza. L’accordo garantisce libero accesso al mercato europeo e cooperazione economica, ma può essere sospeso in parte con un voto a maggioranza qualificata. Frederiksen riconosce che sarà difficile ottenere consenso: Berlino, per ragioni storiche legate alla Shoah, esclude di colpire economicamente Israele, sebbene abbia limitato alcune esportazioni di armi. Nonostante le resistenze, Copenaghen intende mettere il tema sul tavolo dei ministri degli Esteri e della Difesa europei, riuniti in questi giorni nella capitale danese. «È frustrante che l’Europa parli senza riuscire ad agire, frenata dalla nave più lenta della flotta», ha dichiarato il ministro Lars Løkke Rasmussen, convinto che l’iniziativa avrà comunque un impatto politico in Israele. La Danimarca sceglie dunque di esporsi, assumendo una posizione più netta di altri partner europei sulla guerra a Gaza.
L’accoglienza dei pazienti da Gaza divide la Danimarca. Secondo un sondaggio recente, quasi la metà dei danesi si oppone all'accoglienza di pazienti provenienti da Gaza, evidenziando preoccupazioni legate alla sicurezza e alla capacità del sistema sanitario nazionale di gestire un afflusso improvviso di persone. Tuttavia, la popolazione non manca di manifestare il proprio appoggio ai cittadini di Gaza. Le manifestazioni a Copenaghen, con migliaia di partecipanti, hanno richiesto un intervento più deciso del governo danese a favore dei palestinesi. Le immagini delle proteste hanno avuto un impatto significativo sull'opinione pubblica, ma anche suscitato preoccupazioni per la sicurezza e l'ordine pubblico. Le forze politiche danesi sono divise sulla risposta da adottare, con alcuni partiti che spingono per un maggiore impegno umanitario e altri che enfatizzano la necessità di garantire la sicurezza nazionale. Anche il ruolo dei sindacati danesi è stato oggetto di discussione, con alcuni membri che hanno partecipato attivamente alle manifestazioni, mentre altri hanno espresso riserve sulla politicizzazione delle proteste.
Il governo ha intanto stanziato 30 milioni di corone per assistere pazienti palestinesi gravemente malati negli ospedali di Gerusalemme Est, evitando di portarli in Danimarca. Lars Løkke Rasmussen ha spiegato che si tratta di un aiuto diretto in loco, coordinato con le autorità sanitarie danesi, per garantire cure a chi è bloccato in strutture danneggiate a Gaza. L’iniziativa è subordinata al permesso delle autorità israeliane per il trasferimento dei pazienti. Oltre a questo intervento sanitario, Copenaghen ha stanziato altri 150 milioni di corone per aiuti umanitari ai palestinesi.
Facebook eliminerà la pubblicità politica in Danimarca a partire dalle prossime elezioni. La decisione, presa per ridurre la disinformazione, sta però creando difficoltà ai candidati, in particolare alle donne, che faticano a raggiungere gli elettori senza questi strumenti digitali.
Nuovi documenti di un mandato di arresto internazionale rivelano dettagli sull’indagine sul sabotaggio del gasdotto Nord Stream. Le autorità sospettano legami con reti internazionali più ampie, aprendo scenari complessi sulla responsabilità dell’attacco che aveva colpito le infrastrutture energetiche nel Baltico.
Dansk Folkeparti propone di garantire agli anziani l’accesso a una doccia quotidiana nelle strutture di cura. La misura nasce da critiche alle condizioni di assistenza e vuole rafforzare la dignità e la qualità della vita per gli ospiti delle case di riposo.
Il Ministro della Pesca è accusato di greenwashing per una consultazione pubblica considerata poco trasparente. Secondo le critiche, l’iniziativa avrebbe dato l’impressione di coinvolgere i cittadini, senza però incidere davvero sulle decisioni politiche.
In Venstre emergono profonde divisioni sulla proposta di offrire case gratuite per contrastare lo spopolamento delle aree rurali. Alcuni sindaci sostengono la misura come incentivo, altri la giudicano ingiusta e poco sostenibile.
A 907 giorni dall’offerta di un importante fondo pensione di ristrutturare le caserme danesi, i nuovi soldati rischiano di dover vivere ancora in edifici vecchi e ammuffiti. A Holstebro gli alloggi sono così compromessi che periodicamente vanno sanificati per eliminare la muffa. I cantieri dei nuovi complessi partiranno solo il prossimo anno.
Economia
Il governo presenta la finanziaria 2026. Il progetto punta a rafforzare un’economia danese definita solida, bilanciando misure sociali, investimenti verdi e nuove spese militari.
Sul fronte sociale il governo destina oltre 1,6 miliardi di corone a scuole e servizi per l’infanzia: 1360 nuovi educatori e una riduzione della quota a carico delle famiglie, che passerà dal 25 al 21,3% del costo, con un risparmio medio annuo di 3200 corone per bambino. Sono previsti anche fondi per modelli educativi che chiariscano i limiti degli interventi fisici nelle scuole e 200 milioni annui per ridurre i costi dei pasti consegnati agli anziani.
In ambito fiscale e di consumo, la proposta prevede l’abolizione dell’IVA sui libri (330 milioni), delle tasse su caffè e cioccolato (2,4 miliardi) e dei diritti su alcuni produttori alimentari. Scende anche l’imposta di successione per nipoti e nipoti di secondo grado, dal 36 al 15%.
Per la sanità, il governo introduce vaccini gratuiti contro il virus RS per tutte le donne incinte, raddoppia i fondi per i pazienti con postumi di commozioni cerebrali e amplia l’accesso ai trattamenti di fertilità per il secondo figlio. Viene inoltre proposto un sistema di detrazioni fiscali per attività sportive e musicali, per compensare la futura imposizione IVA prevista dall’UE.
In materia di difesa e sicurezza, 10 miliardi supplementari rafforzeranno il bilancio della difesa, inclusi ulteriori aiuti militari all’Ucraina, mentre 3,2 miliardi andranno a polizia e procure.
La transizione verde rimane centrale: il governo ridurrà le accise sull’energia elettrica fino al minimo europeo nel 2026-27 (14 miliardi di costo stimato), investirà 245 milioni nella protezione costiera contro l’innalzamento del mare e destinerà 1 miliardo a prolungare il fondo per la creazione di posti di lavoro nella produzione sostenibile.
Secondo i calcoli del governo, una famiglia con due figli e reddito da lavoro dipendente potrà risparmiare tra 7.000 e 9.000 corone all’anno, con un vantaggio maggiore se proprietaria di casa. Una famiglia di dirigenti, sempre con due figli, arriverà a circa 9.300 corone. Al contrario, un pensionato single si vedrà alleggerire le spese solo di 1.600 corone, mentre un beneficiario di sussidi di disoccupazione risparmierà appena 1.300 corone.
La misura più rilevante per le famiglie con bambini è la riduzione dei costi delle istituzioni educative: fino a 3.875 corone in meno all’anno. Per tutti i nuclei, invece, si aggiunge un taglio medio di 2.000-4.000 corone sulle bollette elettriche.
Il governo difende la manovra definendola un “aiuto concreto alle famiglie”, ma non mancano le critiche: secondo alcuni economisti, il pacchetto rischia di accentuare le disuguaglianze, poiché i vantaggi più consistenti andranno a chi già dispone di redditi più alti. Inoltre, l’impatto sui consumi resta da verificare: in un Paese tra i più costosi d’Europa, 1.000 corone in più o in meno possono fare la differenza, ma solo per i redditi più bassi.
Løkke propone una riforma delle pensioni. Il leader di Moderaterne e Ministro degli esteri, Lars Løkke Rasmussen, ha proposto una riforma radicale del sistema pensionistico danese. In un’intervista a Børsen propone di cancellare le attuali formule di pensione anticipata:
Arne-pension: introdotta dai socialdemocratici nel 2020, permette a chi ha lavorato a lungo (almeno 42 anni) di andare in pensione prima.
Seniorpension: pensata per chi ha problemi di salute e non riesce più a lavorare a tempo pieno.
Efterløn: un vecchio schema che consentiva di lasciare il lavoro alcuni anni prima dell’età pensionabile ufficiale.
Al loro posto, Løkke propone una deltidspension, una “pensione parziale”: chi è vicino all’età pensionabile potrebbe ridurre le ore di lavoro e il relativo taglio di stipendio verrebbe compensato dallo Stato.
Le reazioni esterne sono state contrastanti. I socialdemocratici bocciano l’idea: per la ministra Ane Halsboe-Jørgensen bisogna difendere strumenti come l’Arne-pension, che garantiscono un ritiro anticipato a chi ha svolto lavori pesanti. La confederazione sindacale FH ha giudicato la proposta “sbagliata” e lontana dalla realtà dei lavoratori con carriere lunghe e faticose; al contrario, l’associazione imprenditoriale Dansk Industri ha accolto positivamente l’idea, sottolineando la necessità di aumentare la forza lavoro disponibile nel Paese.
Dal 2025 scatterà l’aumento più consistente degli ultimi 16 anni della folkepension (pensione pubblica di vecchiaia, non legata ai contributi versati, ma agli anni di residenza, è la rete di sicurezza universale, cui si sommano le pensioni integrative): +4,8% rispetto al 2024. Per un pensionato solo l’assegno annuale salirà da 186.324 a 195.276 corone, mentre per chi ha un coniuge o convivente passerà da 137.520 a 144.132 corone. L’incremento, legato agli alti salari registrati nel 2024, arriva dopo anni di inflazione.
Ørsted affronta difficoltà a livello internazionale, con rallentamenti nei progetti offshore e incertezza sugli investimenti futuri. Ha subito un forte calo in Borsa dopo la decisione degli Stati Uniti di interrompere un progetto di parco eolico offshore.
Lego prosegue la sua espansione internazionale con un investimento superiore a 1 miliardo di dollari per costruire una nuova fabbrica in Virginia, la sua prima negli Stati Uniti dopo anni, pensata per essere alimentata da energia solare integrata e operativa entro il 2025.
Nel Paese aumentano le insolvenze. Un aumento che riflette pressioni economiche su famiglie e imprese, evidenziando le sfide di una gestione finanziaria prudente in un contesto di inflazione crescente.
Ambiente
Energia verde: nuovo passo avanti per l’isola di Bornholm. Energinet ha ricevuto l’autorizzazione a firmare i contratti relativi ai cavi di trasmissione e a una stazione di trasformazione del progetto Energiø Bornholm. La decisione arriva dopo la sospensione del progetto a gennaio per le incertezze finanziarie e l’assenza di un accordo con la Germania. I costi stimati sono saliti da 17,6 a 31,5 miliardi di corone. L’UE ha già stanziato 4,8 miliardi, ma la realizzazione dipende dai negoziati con la Germania, che riceverà la maggior parte dell’energia. L’entrata in funzione non è prevista prima del 2034.
Dal 2026 i comuni danesi potranno installare più facilmente pannelli solari sui tetti di scuole, piscine e municipi. Il governo elimina due regole che finora rendevano il processo lento e costoso: non serviranno più società intermedie né calcoli complicati sui risparmi energetici. La riforma, attesa da anni, permetterà di ridurre la burocrazia, produrre energia verde e liberare risorse per il welfare locale. Costerà allo Stato 400 milioni, ma i comuni risparmieranno.
Il comune di Silkeborg ha rinunciato a un parco energetico statale da 400 ettari, che avrebbe dovuto ospitare turbine eoliche, pannelli solari e impianti Power-to-X. Il progetto, accolto con favore nel 2022, è stato ridimensionato per la mancanza di investimenti concreti nel settore del Power-to-X e per le crescenti preoccupazioni legate alla biodiversità.
Le vecchie razze agricole danesi, come la mucca rossa e la Danish Korthorn, sono ormai quasi estinte, perché sostituite da razze più produttive. Ora, però, potrebbero avere una nuova funzione. L’Associazione degli allevatori di bestiame (“Foreningen Danske Husdyr”) propone infatti di inserirle nei progetti del “tripartito verde”, dove servono animali da pascolo per mantenere la biodiversità delle aree naturali.
Sono 44 i cuccioli di lupo nati quest’anno in Danimarca, da sette delle nove coppie presenti nel Paese. Per la prima volta da oltre due secoli la riproduzione è stata documentata nello Jutland settentrionale e nello Jutland occidentale.
Per la prima volta è stato pescato nel Limfjorden un sortmundet kutling (Neogobius melanostomus): esperti ne stimano già migliaia di esemplari. Aggressiva e onnivora, minaccia gli altri pesci locali e potrebbe alterare seriamente l’ecosistema acquatico. Diffusa in tutta la regione del Mar Baltico, una volta insediata è praticamente impossibile da eliminare. È commestibile, ma la pesca è consentita solo in alcune zone del fiordo.
Salute
Maternità e salute femminile tra diritti, sostegno e nuove sfide. In Danimarca, una madre di cinque figli è finita al centro di un acceso dibattito dopo aver condiviso un video in cui allatta il suo bambino. L’intenzione era di normalizzare l’allattamento e ridurre lo stigma che ancora circonda un gesto naturale, ma la diffusione del filmato ha diviso l’opinione pubblica. Le autorità hanno emesso una multa per presunte violazioni delle norme sulla decenza, spingendo associazioni e gruppi di sostegno a chiedere maggiore chiarezza legislativa.
La salute femminile è sotto i riflettori anche per le recenti segnalazioni sulla spirale contraccettiva “Ballerine”. Presentata come alternativa compatta agli IUD tradizionali, ha causato complicazioni gravi in due pazienti danesi, con casi di migrazione e perforazione che hanno richiesto rimozione chirurgica. A fronte di evidenze cliniche limitate, protezione inferiore e presenza di nichel, la comunità medica danese ne sconsiglia l’utilizzo.
Un nuovo studio mette inoltre in luce che le donne danesi hanno in media una settimana di assenze per malattia in più rispetto agli uomini ogni anno, un divario che si spiega con condizioni legate alle diverse fasi della vita femminile: dal ciclo mestruale alle gravidanze, fino alla menopausa. Molti disturbi sono stati a lungo considerati “naturali” e quindi poco studiati, con il risultato che le donne, pur vivendo più a lungo, passano oltre un quarto della loro vita in condizioni di salute compromessa. Per gli esperti, colmare questo “vuoto di conoscenza” non è solo una questione di equità, ma anche una sfida cruciale per la salute pubblica e il mercato del lavoro danese.
Uno studio del centro VIVE rivela che i bambini con autismo hanno sei volte più probabilità di essere allontanati da casa rispetto agli altri. Molti genitori raccontano che l’allontanamento non ha portato benefici concreti e che i servizi sociali non hanno le competenze necessarie per intervenire in modo mirato. La ministra Sophie Hæstorp Andersen ha promesso nuove risorse e formazione nell’ambito della riforma della psichiatria, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno precoce alle famiglie e ridurre la necessità di soluzioni drastiche.
Ogni anno circa 25.000 danesi subiscono una commozione cerebrale e un terzo resta con sintomi persistenti. Le cure, però, variano molto da regione a regione: in alcune esistono percorsi strutturati, in altre quasi nulla. La ministra della Salute Sophie Løhde ha definito la situazione “insostenibile” e propone di destinare fondi specifici dal 2026 per uniformare i trattamenti ed evitare il ricorso a cliniche estere. Per approfondire, il documentario Min ødelagte hjerne (“Il mio cervello danneggiato”) di DR2 racconta le conseguenze a lungo termine e le sfide delle cure.
Nel sud dello Jutland chiude Ballast, programma di sostegno per giovani cresciuti in famiglie con dipendenze. Dal 2016 aveva aiutato 1.200 ragazzi, spesso in aree rurali prive di altri servizi. Sei comuni lo interrompono per mancanza di fondi, mentre solo Tønder lo manterrà fino al 2025. I sindaci chiedono ora un intervento statale.
Istruzione e ricerca
Scuola: scontro sul diritto degli insegnanti di intervenire fisicamente. Il governo danese vuole introdurre regole più chiare sull’uso dell’intervento fisico da parte degli insegnanti nelle scuole pubbliche. La proposta, inclusa nella legge finanziaria, prevede dal 2026 uno stanziamento di 10 milioni di corone per sviluppare un modello che consenta ai docenti di gestire studenti particolarmente indisciplinati o offensivi. Attualmente i docenti possono intervenire solo in caso di pericolo per l’incolumità dello studente o di altri. Il ministro Mattias Tesfaye sostiene che serva una cornice giuridica che eviti situazioni di incertezza e che garantisca agli insegnanti la possibilità di mantenere l’ordine in classe.
La proposta divide però il mondo scolastico. Il progetto ha però sollevato critiche. La presidente dell’associazione dei dirigenti scolastici, Dorte Andreas, lo definisce “simbolico” e chiede risorse per la prevenzione, non solo per la gestione delle crisi. Anche l’organizzazione dei genitori, Skole og Forældre, teme che la misura possa incrinare il rapporto di fiducia: “I bambini non si sentiranno al sicuro se vedono compagni afferrati da un adulto”, avverte la vicepresidente Louise Madsgaard, paventando anche un aumento dell’assenteismo. Più favorevole Danmarks Lærerforening, il principale sindacato degli insegnanti, che accoglie positivamente la chiarezza normativa ma insiste sul bisogno di rafforzare la prevenzione, con più insegnanti in classe e maggiore supporto pedagogico per gli studenti con difficoltà.
Ennesime critiche a Tesfaye, stavolta per come parla dei ragazzi. Il Ministro dell’infanzia e dell’istruzione, Mattias Tesfaye (Socialdemokratiet), ha scatenato un acceso dibattito definendo alcuni studenti come “maleducati del cavolo”. Nel programma radiofonico Ring til regeringen Tesfaye ha sostenuto che alcune cattive condotte scolastiche non dipendono solo da difficoltà individuali o problemi familiari, ma anche da comportamenti quotidiani dei ragazzi: restare svegli fino a tardi, passare ore su TikTok, non portare il pranzo o crescere in famiglie dove tutto è messo in discussione. Tesfaye ha ribadito che a volte è compito degli studenti imparare a rispettare regole comuni e inserirsi in un “noi” condiviso, definendolo come sano buon senso.
Le sue parole hanno però raccolto critiche immediate: la docente Louise Klinge le ha definite “vergognose”, la Danmarks Lærerforening le ha giudicate “sgradevoli”, e Rasmus Kjeldahl, direttore di Børns Vilkår, teme che la definizione possa trasformarsi in un’etichetta stigmatizzante, alimentando il bullismo. Secondo Kjeldahl, dietro comportamenti problematici spesso ci sono cause reali, come difficoltà di apprendimento o contesti familiari complessi. Tesfaye respinge le critiche e resta sulla sua posizione, precisando che bambini con bisogni speciali, come ADHD o autismo, richiedono un supporto adeguato, così come i ragazzi provenienti da contesti socialmente problematici. Tuttavia, insiste: non sempre il comportamento scorretto è dovuto a fragilità. “A volte ci si comporta male perché siamo esseri umani, e lo stesso vale per i bambini”, ha dichiarato. Il ministro sottolinea che la scuola deve poter sanzionare comportamenti inadeguati senza trasformare ogni episodio in un caso di vittimismo, paragonando la gestione della disciplina a un cartellino giallo nel calcio. Lærerforening evidenzia soprattutto l’urgenza di maggiori risorse, personale qualificato e interventi strutturati.
A Silkeborg 49 consigli di genitori denunciano carenze gravi in nidi e materne: in media un adulto segue oltre sei bambini, il doppio degli standard di legge. Anche a Hedensted cresce la tensione per la chiusura dei servizi domiciliari. Il governo promette 1.300 nuovi educatori, ma i sindacati temono che le risorse restino insufficienti.
Un attacco informatico ha colpito diverse scuole danesi, esponendo dati sensibili di studenti e genitori, tra cui numeri CPR, indirizzi e contatti. Le autorità temono rischi di frodi e uso illecito. L’Agenzia per la protezione dei dati e le forze dell’ordine indagano, mentre le scuole avvisano le famiglie e invitano a vigilare su attività sospette.
Società
Lo Statens Museum for Kunst apre una nuova sede a Doverodde, nel comune di Thisted. Porta così opere di Picasso, Matisse e Derain in un piccolo borgo di 33 abitanti sul Limfjord. La nuova struttura non è solo un museo, ma un’opportunità di sviluppo per scuole, associazioni e imprese locali, secondo esperti e amministratori pubblici.
Il sindaco Niels Jørgen Pedersen ritiene che il museo possa attrarre turisti e nuovi residenti, mentre Line Bjerregaard Jessen (direttrice della società di consulenza Seismonaut) evidenzia come SMK Thy possa fungere da catalizzatore sociale, trasformandosi da semplice attrazione culturale a motore di coesione comunitaria. Per il museo stesso, questa sede lontana da Copenhagen è un laboratorio per sperimentare nuove forme di esposizione e coinvolgimento del pubblico, con maggiore interazione tra arte e natura. Gli abitanti di Doverodde accolgono con entusiasmo l’iniziativa, convinti che promuoverà il territorio. SMK Thy punta anche a diversificare il pubblico, tradizionalmente costituito in maggioranza da donne istruite over 50, e a favorire un’esperienza inclusiva e accessibile a tutti. Il museo offre percorsi guidati e strumenti di mediazione culturale, e il personale invita i visitatori a vivere l’arte in modo intuitivo: osservare dettagli, lasciarsi coinvolgere dal proprio sguardo, e chiedere supporto se necessario.
Per quanto riguarda i finanziamenti, lo Stato non ha stanziato fondi diretti per la costruzione. La maggior parte delle risorse proviene dalla A.P. Møller Fonden (47,5 milioni di corone), con contributi minori dalla Kronprins Frederik e Kronprinsesse Marys Fond (100.000 corone) e dal Færchfonden (1 milione di corone). Il Comune di Thisted Kommune ha inoltre finanziato 14,8 milioni di corone.
Con SMK Thy l’arte diventa ponte tra capitale e provincia, tra cultura alta e comunità locale, contribuendo allo sviluppo culturale e sociale della regione di Thy.
Aalborg: violento regolamento di conti tra bande. Venerdì pomeriggio un violento scontro legato alla faida tra bande ha avuto luogo nel centro di Aalborg. Diversi uomini armati di machete sono stati ripresi mentre correvano in strada e colpivano un’auto. Due persone sono rimaste ferite con tagli non gravi. La polizia ha arrestato cinque uomini, poi rilasciati ma ancora indagati. Secondo le autorità, l’episodio è da considerarsi un regolamento di conti interno e non rappresenta un pericolo per la popolazione.
L’aggressione è avvenuta subito dopo un incidente stradale tra due auto, da cui sarebbero scaturite le violenze. Numerosi passanti hanno assistito alla scena e alcuni hanno registrato video, che sono stati consegnati alla polizia. Le autorità hanno ringraziato i cittadini per la collaborazione e invitano chiunque abbia ulteriori informazioni a farsi avanti. La vicenda si inserisce nella più ampia guerra tra bande che da mesi interessa Aalborg, alimentando preoccupazioni per la sicurezza, soprattutto a fronte della visibilità dell’episodio, avvenuto in pieno giorno e in una zona centrale della città.
Il governo ridurrà in modo permanente il prezzo massimo dei pasti comunali per anziani da 63 a 50 corone, stanziando 200 milioni di corone all’anno. La misura risponde a una situazione concreta: molti pensionati rinunciano al servizio o acquistano un solo pasto da dividere in due, con rischi per la salute.
Le organizzazioni sportive danesi DGI e DIF hanno presentato nuove linee guida per limitare l’uso degli smartphone durante le attività dei bambini e dei ragazzi. L’obiettivo è ridurre le distrazioni digitali, rafforzare il senso di comunità e tutelare la privacy negli ambienti sportivi.
Molti adolescenti non hanno un lavoro part-time, soprattutto nelle grandi città. Secondo i datori di lavoro, le famiglie urbane garantiscono più sostegno economico, riducendo la spinta a cercare un impiego. Il parlamento ha varato sgravi fiscali e orari più flessibili per favorire l’occupazione giovanile.
Lex.dk ha presentato il prototipo di un chatbot sviluppato con l’Università di Aarhus, basato sull’enciclopedia nazionale. Un test di DR ha però mostrato criticità: interpellato su suicidio e autolesionismo, il sistema ha dato risposte dettagliate e prive di avvisi di sicurezza. L’accesso è ora limitato agli utenti maggiorenni, in attesa della versione definitiva.
Il primo treno passeggeri a batteria danese, operativo dal 14 luglio sulla linea Lemvig-Thyborøn, è diventato una vera attrazione. Il nuovo convoglio segna anche l’addio ai treni Y a gasolio. Per conservare la memoria storica, uno dei vecchi treni sarà conservato e trasformato in sala riunioni.
Il Comune di Copenaghen ha approvato la creazione di una zona a emissioni zero a Inner Vesterbro, dove dal 2027 le auto a benzina e diesel non residenti non potranno circolare. La decisione ha però suscitato forti critiche a Frederiksberg, comune confinante, che teme un aumento del traffico e dello smog sulle proprie strade.
È online Meningspunkten, social network danese che vuole offrire un’alternativa ai grandi colossi tecnologici. La piattaforma si definisce una “piazza digitale” radicata nel territorio, dove i cittadini possono confrontarsi senza pubblicità invasive e senza sfruttamento dei dati.
Sessanta veterani danesi stanno attraversando il Paese in bici in occasione della Ride4Rehab, una corsa non competitiva di nove tappe e quasi mille chilometri, partita da Frederikshavn e diretta a Copenaghen. Organizzata da DIF Soldaterprojekt, l’iniziativa sostiene reduci con disabilità o disturbo post-traumatico.
A Christiansfeld il nuovo ponte pedonale da 23 milioni di corone divide la cittadinanza. Pensato come opera d’arte per celebrare il patrimonio UNESCO, è criticato per la sua pendenza eccessiva, che rende difficile l’uso a persone con difficoltà motorie e famiglie con passeggini.
La principessa Isabella, 18 anni, ha acceso il dibattito indossando al festival Smukfest una T-shirt dei Suspekt con la scritta “Bollede ham i går” (“Me lo sono scopato ieri”) e una freccia verso destra.. La regina Mary ha liquidato la questione con un sorriso: “La mia prima reazione è stata: ‘Ma sei impazzita?’”. Gli esperti la definiscono una risposta elegante e autoironica. Il gesto di Isabella però ha diviso l’opinione pubblica, divertendo i giovani ma irritando chi ritiene il comportamento poco consono.
La regina Margrethe ha aperto la 60ª edizione dell’Aarhus Festival, evento annuale di punta nella cultura danese. Il festival, attivo dal 1965, offre un programma articolato tra spettacoli, musica e arte nel cuore della città.
Prima ancora di entrare in funzione, lo Storstrømsbro – infrastruttura dal valore di 4,2 miliardi di corone – necessita di una costosa correzione: diversi cavi portanti non rispettano gli standard di sicurezza e durata e dovranno essere sostituiti, con un esborso di decine di milioni. Il Vejdirektoratet garantisce che l’onere ricadrà sull’impresa italiana Itinera e che la consegna a fine 2025 non subirà ritardi.La corsa sta vivendo un boom in Danimarca, e cresce anche tra i più giovani: 382 minorenni si sono iscritti alla Mezza Maratona di Copenaghen 2025, con un aumento del 92% rispetto al 2021. Alcuni partecipanti hanno persino otto anni.
La Danimarca si prepara a eleggere il suo primo pesce nazionale. Sei le specie candidate che possono essere votate online: anguilla, aringa, merluzzo, sgombro, trota di mare e platessa. L’iniziativa non è solo simbolica: l’obiettivo è avviare un dibattito pubblico sull’ambiente marino e sulla gestione delle risorse ittiche.
È morto Røde Allan, il gatto della stazione ferroviaria di Nyborg, seguito da oltre 13.000 persone su Facebook. Allan era diventato noto accogliendo i viaggiatori e grazie a un episodio curioso in cui aveva viaggiato in autobus fino a Faaborg.
A Bornholm sono stati rinvenuti fossili di plesiosauro, rettile marino vissuto milioni di anni fa. I reperti sono stati dichiarati “danesi” e appartengono allo Stato.
Italiani in Danimarca
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più valida per viaggiare: lo impone il regolamento europeo 1157/2019 che richiede la presenza della zona di lettura ottica (MRZ). Rimane valido il passaporto per l’espatrio, ma chi viaggia con carta d’identità dovrà richiedere la nuova carta elettronica (CIE).
Perché la nuova carta elettronica. La Carta d’Identità Elettronica (CIE) non è solo un documento di riconoscimento e di viaggio in tutta l’Unione Europea e nei Paesi Schengen, sostituisce anche il codice fiscale e permette di attivare lo SPID, l’identità digitale necessaria per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione italiana.
Chi può richiederla. La CIE viene rilasciata ai cittadini italiani residenti in Danimarca e iscritti all’AIRE. Può essere richiesta anche prima della scadenza della vecchia carta, oppure in caso di smarrimento, furto o deterioramento. È però indispensabile avere il codice fiscale validato dall’Agenzia delle Entrate e, per chi è nato all’estero, che l’atto di nascita sia stato registrato in Italia.
Come ottenerla. La procedura è semplice: basta fissare un appuntamento attraverso la piattaforma online Prenot@Mi, per recarsi poi alla Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Copenaghen, portando con sé i documenti richiesti.
Per informazioni aggiornate consultate il sito dell’Ambasciata d’Italia a Copenaghen.
Tajani a Copenaghen per il Gymnich. Il Vicepresidente del consiglio e Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, è stato ieri e oggi a Copenaghen per partecipare al Consiglio affari esteri informale dell’UE, noto come Gymnich, e per incontri con le imprese italiane e danesi. All’arrivo il ministro ha incontrato le imprese italiane presenti in Danimarca e quelle danesi con investimenti in Italia, presso la Residenza dell’Ambasciatrice italiana. I dati commerciali confermano il dinamismo dei rapporti bilaterali: nel primo trimestre 2025 l’interscambio è cresciuto del 12%, con un aumento del 15,3% delle esportazioni italiane verso la Danimarca; nel 2024 il totale ha superato i 7 miliardi di euro.
A seguire, Tajani ha partecipato alla cena informale dei Ministri degli esteri UE, a cui erano invitati anche Regno Unito, Islanda, Norvegia e il Presidente della commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo. Oggi prenderà parte alle sessioni a porte chiuse sotto la Presidenza danese, affrontando temi come la guerra in Ucraina, l’utilizzo dei capitali russi congelati e la situazione in Medio Oriente. Particolare attenzione sarà rivolta alla coesione europea, alla sicurezza dell’Ucraina secondo l’art. 5 NATO, agli sforzi umanitari a Gaza e al coordinamento in vista della Settimana di alto livello dell’ONU a settembre.
Eventi legati all’Italia
Copenaghen (Biblioteca di Østerbro); 31 agosto, 13:00-16:00 • Libri e merenda – Primo evento dopo la pausa estiva del bookclub per bambini, che presenta una collezione di oltre 500 libri italiani. I libri si possono prendere in prestito o donare previa registrazione via email e il catalogo completo è consultabile qui.
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); 9 settembre 2025, 18:00 • Stefano Dominella parla di moda italiana e sostenibilità – L’Istituto di Cultura ospita Stefano Dominella, direttore di Gattinoni Couture e docente presso istituti italiani di moda, per un incontro sulla moda italiana, con focus su sostenibilità e connessioni con il cinema. L’evento sarà in italiano e inglese, aperto a tutti, con vino e rinfreschi a seguire. Entrata libera ma iscrizione obbligatoria entro il 6 settembre 2025 qui.
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); fino al 10 settembre 2025 • Mondo Piccolo – L’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, presenta la mostra fotografica Mondo Piccolo di Paolo Simonazzi, curata da Andrea Tinterri. Il progetto esplora i luoghi legati allo scrittore Giovannino Guareschi, autore della celebre serie di Don Camillo, raccontando paesaggi e volti lungo il Po.
Copenaghen (Cinemateket); 24 agosto-30 settembre 2025 • Cinema all’aperto – Il nuovo spazio Himmelbio, sul tetto del Cinemateket, ospita una rassegna open air con grandi classici del cinema italiano. Ancora in programma: Call Me by Your Name (27 settembre, ore 20.00) e Nuovo Cinema Paradiso (30 settembre, ore 17.00). Maggiori informazioni e biglietti qui.
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Italia nei media danesi
Questa settimana a occuparsi dell’Italia in chiave economica e politica sono DR e Weekendavisen, con due pezzi che la collocano nel cuore delle contraddizioni dell’Europa. DR affronta poi un episodio di violenza di genere online che ha coinvolto centinaia di donne, incluse la premier italiana Giorgia Meloni, sua sorella Arianna e la guida dell’opposizione Elly Schlein.
DR racconta dell’intervento di Mario Draghi a Rimini. L’ex premier italiano ha avvertito che l’UE rischia l’irrilevanza se non rafforza innovazione, bilancio comune e peso geopolitico. Bruxelles appare marginalizzata tanto da Washington quanto da Pechino. DR definisce Draghi un leader che “quando parla, viene ascoltato”, tratteggiandolo come una voce autorevole capace di scuotere un’Europa burocratica.
Weekendavisen affronta invece il “paradosso migratorio” italiano. Il giornale spiega come il governo Meloni combatta duramente l’immigrazione irregolare ma, al tempo stesso, apra a ingressi legali per centinaia di migliaia di lavoratori stranieri, indispensabili a settori come agricoltura e assistenza. Il tono è analitico, senza caricature: l’Italia viene mostrata come laboratorio europeo di un equilibrio impossibile tra retorica politica e necessità economica.
L’altro pezzo di DR si concentra principalmente sulla reazione di Giorgia Meloni alla pubblicazione delle fotografie. La premier avrebbe definito l'accaduto "afskyeligt" (orribile) e chiesto che i responsabili vengano identificati e puniti severamente. Viene inoltre riportato che la piattaforma Phica, dove le immagini erano state pubblicate, aveva oltre 700.000 iscritti prima di essere chiusa. Il tono dell'articolo danese è sobrio e informativo, senza commenti politici o giudizi morali, né viene discusso il contesto italiano più ampio.
Danimarca nei media italiani
I ministri della Difesa Ue a Copenaghen, fuori sede presidio su Gaza (Il Sole 24 Ore)
Uomini «vicini a Trump» in Groenlandia, Copenaghen convoca l’incaricato d’affari Usa (Corriere della Sera)
Infiltrati di Trump in Groenlandia per promuovere la secessione: l’ira della Danimarca contro gli Stati Uniti (Corriere della Sera)
Danimarca: ricevuto supporto e solidarietà per la Groenlandia (ANSA)
La Danimarca convoca un diplomatico statunitense per sospette operazioni in Groenlandia (il Post)
Operazioni segrete in Groenlandia, la Danimarca convoca l’incaricato d’affari Usa (RaiNews)
“Infiltrati” di Trump in Groenlandia, l’ira del governo in Danimarca (il manifesto)
La Danimarca convoca il diplomatico Usa: «Sospette operazioni in Groenlandia» (la Repubblica)
Groenlandia, sospesi a tempo indeterminato voli internazionali aeroporto Nuuk: sicurezza va rivista (la Repubblica)
La madre groenlandese a cui è stata tolta la figlia dopo un test di “competenza genitoriale” (il Post)
La Danimarca chiede scusa per l’impianto di spirali senza consenso a donne inuit (il Post)
Danimarca, polemica su bimba tolta a madre inuit dopo test: proteste in Nord Europa (RaiNews)
I problemi di Novo Nordisk spingono la Danimarca a tagliare le stime 2025 (Il Sole 24 Ore)
Pil Danimarca dimezzato, colpa Novo Nordisk (La Stampa)
La Danimarca manda in pensione le lettere di carta. Anche le storiche cassette postali rosse spariranno dall’1 gennaio 2026 (Corriere della Sera)
Chart 2025, la fiera nordica che unisce arte, sostenibilità e visite in città (Il Sole 24 Ore)
Trovato in Danimarca il primo “ritratto vichingo”, in soli 6 centimetri (Il Giornale dell’Arte)
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